Gli schermi digitali sono ormai una presenza costante nell’infanzia, ma proprio questa abitudine sembra minare l’equilibrio emotivo dei bambini. È quanto emerge da una meta-analisi pubblicata su Psychological Bulletin: esaminando i dati di oltre 292.000 bambini sotto i dieci anni, i ricercatori hanno scoperto che l’esposizione prolungata a smartphone, tablet, TV, ma anche social media è associata a un aumento di problemi comportamentali e socioemotivi.
Il paradosso, segnalano gli studiosi, è che spesso si ricorre agli stessi dispositivi per calmare i più piccoli, creando un circolo vizioso difficile da spezzare. Tra tutte le attività analizzate, i videogiochi risultano i più rischiosi, mentre contenuti educativi riducono, ma non eliminano, le criticità.
Il rischio, osserva la coordinatrice Roberta Vasconcellos, cresce con l’età: nei bambini tra 6 e 10 anni sono emersi maggiori segnali di ansia, depressione, aggressività e iperattività rispetto alla fascia 0-5 anni. Secondo l’autore Michael Noetel, la meta-analisi – che ha seguito i bambini per almeno sei mesi – offre forti indizi di un nesso causale tra uso degli schermi e disagio emotivo, anche se non si possono escludere del tutto altri fattori come lo stile educativo. La sfida, sottolineano i ricercatori, è interrompere questo automatismo: ai bambini servono ascolto e supporto, non solo nuove regole sugli schermi.






