sabato, Gennaio 17, 2026
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Chi tradisce una volta tradisce sempre? La verità secondo la psicologia

Dalla statistica alla terapia di coppia: quello che la ricerca psicologica rivela sulla recidiva nel tradimento e sulla possibilità di riscrivere la propria storia affettiva.

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La questione serpeggia tra le conversazioni e i pensieri di chi ha vissuto – o temuto – un tradimento: chi ha tradito una volta, tradirà di nuovo? La risposta, come spesso accade quando si parla di relazioni e comportamento umano, è meno scontata di quanto sembri.

Chi tradisce una volta tradisce sempre?

Negli ultimi anni, diversi studi – tra cui la ricerca pubblicata su Archives of Sexual Behavior e ripresa anche da Psychology Today – hanno provato a misurare la probabilità che chi ha tradito in passato sia incline a farlo ancora. I dati sono chiari: chi ha già avuto comportamenti infedeli ha una probabilità statisticamente maggiore di ripetere lo stesso schema in relazioni future. La recidiva, in altre parole, esiste. Ma – e qui la scienza invita a non semplificare – non si tratta di un destino inevitabile.

Non è una condanna

Il punto centrale della ricerca, infatti, non è stabilire una “condanna” per chi ha sbagliato, quanto riconoscere che il tradimento spesso risponde a schemi relazionali e personali più profondi. Studi come quello di Kayla Knopp (2017), citato da Psychology Today, evidenziano che la ripetizione del tradimento non nasce solo da una “debolezza morale”, ma può dipendere da tratti di personalità, storia familiare, contesto relazionale e soprattutto dalla capacità (o incapacità) di affrontare i nodi emotivi che ogni relazione porta con sé.

Consapevolezza

Non va trascurata, inoltre, la variabile della consapevolezza: chi riflette sulle proprie azioni, cerca aiuto e lavora sulla comunicazione di coppia ha più possibilità di spezzare il ciclo. Come suggeriscono anche le ricerche di Esther Perel, psicoterapeuta e autrice di riferimento sul tema, il tradimento non sempre coincide con la fine della fiducia: può diventare occasione per una trasformazione, personale e relazionale, purché affrontato senza negazione o vittimismo.

Alla domanda “una volta traditore, sempre traditore?” la psicologia risponde quindi con una sfumatura: le probabilità aumentano, ma il cambiamento è possibile. La vera discriminante, più che il passato, è la disponibilità ad assumersi responsabilità, a guardare in faccia le proprie fragilità e ad abbandonare i copioni automatici che – spesso senza rendercene conto – ci portiamo dietro. In fondo, nessuno di noi è il proprio errore, e la storia personale resta aperta a nuovi inizi. Ma senza onestà verso se stessi, ogni abitudine rischia di diventare destino.

Fonti principali

  • Knopp, K., Scott, S. B., Ritchie, L. L., Rhoades, G. K., Markman, H. J., & Stanley, S. M. (2017). Once a Cheater, Always a Cheater? A Longitudinal Study of Serial Infidelity. Archives of Sexual Behavior, 46(8), 2301–2311.
  • Perel, E. (2017). The State of Affairs: Rethinking Infidelity. HarperCollins.
  • Psychology Today: “Once a Cheater, Always a Cheater? Here’s What the Science Says”, 2025.
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