Esistono tratti di personalità che, pur non sfociando in comportamenti criminali, suggeriscono la presenza di una tendenza psicopatica? Berit Brogaard, professoressa di filosofia e direttrice del Brogaard Lab for Multisensory Research all’Università di Miami, affronta questo interrogativo in un articolo pubblicato su Psychology Today, sottolineando che la psicopatia è molto più diffusa – e socialmente mimetizzata – di quanto si pensi. Non si tratta solo di delinquenti e personalità omicide come ci viene raccontato nei film e serie tv.
Secondo Brogaard, le persone con tendenze psicopatiche possono confondersi facilmente tra colleghi, amici o partner. La loro razionalità fredda e la capacità di mantenere il controllo emotivo in ogni situazione le rendono spesso figure affascinanti e persino carismatiche. Non è raro che riescano a gestire il conflitto con apparente serenità, evitando rimorsi o sensi di colpa anche di fronte a scelte discutibili. Questa calma, però, non va confusa con la semplice resilienza: in molti casi, riflette un’incapacità autentica di provare empatia o rimorso, un tratto documentato dalla letteratura neuroscientifica (HowStuffWorks, 2022).
Si annoiano facilmente e sono inclini alle bugie
A differenza degli stereotipi da thriller, il “vero” psicopatico raramente si mostra violento o antisociale. Spesso è capace di grande adattabilità sociale, sa recitare la parte della persona premurosa e affidabile, e utilizza il proprio fascino per manipolare chi lo circonda. Queste persone si annoiano facilmente e sono sempre in cerca di nuove stimolazioni, anche a costo di correre rischi o mettere a repentaglio le proprie relazioni. L’impulsività si manifesta tanto nelle scelte lavorative quanto nella vita privata, dove le regole sembrano più un suggerimento che un limite.
Bugie e stile di vita parassitario
Un altro aspetto ricorrente riguarda la tendenza a mentire, anche quando non vi è alcun vantaggio evidente. La bugia non è uno strumento, ma una sorta di abitudine che accompagna la narrazione quotidiana. In questo quadro si inserisce anche la negazione delle proprie responsabilità: lo psicopatico difficilmente ammette colpe, preferisce scaricare sugli altri errori e insuccessi, mostrando una visione distorta delle proprie azioni. Spesso, infine, si distingue per un’alta autostima e per la sensazione di non aver bisogno di aiuto o supporto psicologico, una percezione che rafforza la difficoltà di riconoscere e trattare il disturbo. Inoltre, preferiscono ricevere piuttosto che contribuire: vivono a spese altrui, rimandano favori o delusioni nei confronti altrui. Anche questo compare nella valutazione clinica come “parasitic lifestyle”
Tuttavia, è importante distinguere questi tratti dalle semplici difese della personalità. La linea di confine può essere sottile: alcune caratteristiche – come il controllo emotivo o la spinta a primeggiare – sono apprezzate nella società contemporanea e non implicano di per sé una patologia. La differenza sta nell’intensità, nella pervasività e nelle conseguenze relazionali di questi comportamenti. Solo una valutazione clinica approfondita può fare chiarezza, utilizzando strumenti come la PCL-R di Hare, che indaga la presenza di tratti psicopatici secondo parametri internazionalmente riconosciuti.
La psicopatia resta un fenomeno complesso, che non va banalizzato né diagnosticato frettolosamente. Riconoscere i segnali può aiutare a difendersi da manipolazioni o abusi, ma è fondamentale mantenere uno sguardo critico e consapevole, ricordando che ogni personalità è il frutto di un intreccio unico tra biologia, ambiente e storia individuale.
Fonti
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Brogaard, B. (2019, October 9). 8 Possible Signs of Psychopathic Tendencies. Psychology Today. https://www.psychologytoday.com/us/blog/the-superhuman-mind/201910/8-possible-signs-of-psychopathic-tendencies
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Hare, R. D. (2003). Manual for the Revised Psychopathy Checklist (2nd ed.). Toronto: Multi-Health Systems.
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HowStuffWorks. (2022). How Psychopaths Work. https://science.howstuffworks.com/life/inside-the-mind/human-brain/psychopath.htm
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Patrick, C. J. (Ed.). (2018). Handbook of Psychopathy (2nd ed.). New York: Guilford Press.








